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sabato 19 novembre 2011

La dignità del cesso

Il w.c. non è esente dai dilemmi
Fare dell'ironia sul tema è anche fin troppo facile ma il wc, la tazza, il cesso, insomma quella cosa lì comunque voi siate soliti chiamarla, ha la sua dignità, eccome. Del resto, se il censimento nazionale 2011 non ce lo domanda più, fino a qualche tempo fa includeva invece anche un quesito sulla toilette, chiedendo agli italiani se ne disponessero uno all'interno dell'abitazione o meno. Mia nonna - e non era certo la sola - aveva il cesso fuori dalle pareti domestiche, in comune con quanti abitavano in cascina insieme alla sua famiglia. Avere il wc personale è uno di quei lussi scontati a cui non badiamo più. Il World Toilet Day, che ricorre oggi 19 novembre, ci ricorda che due terzi degli abitanti del pianeta non ha una toilette a disposizione, con tutte le pericolose conseguenze sanitarie che ne derivano. Insomma, si fa presto a dire "cacca" ma non è un affare di poco conto, sussiste anzi il problema della quantità di acqua impiegata per lo scarico o quella della carta igienica annessa all'uso del wc.

Ognuno si faccia le sue riflessioni, intanto per questo IX appuntamento con il World Toilet Day vi segnalo l'interessante articolo apparso a giugno su Wired Italia, intitolato La novità del cesso, e COLORS magazine, con un numero che titola Merda: un manuale di sopravvivenza. Un approfondimento sull'argomento, tra tabù ed eco-considerazioni.

PS. Proprio vero che "chi troppo, chi niente": se una bella fetta di popolazione non ne ha nemmeno uno, da Colette, il mitico store pargino, persino il wc è tecnologico, quasi spaziale. La tavoletta si riscalda a vostro piacimento e, a dire il vero,  la "barra di comando" del cesso è talmente complicata che personalmente ho avuto timore di provarla. Ho preferito "andare sul classico".